19/10/2021 02:51Thi Viện - Kho tàng thi ca Việt Nam và thế giới

Khúc IV
Purgatorio: Canto IV

Tác giả: Dante Alighieri

Nước: Italia
Đăng bởi demmuadong vào 01/01/2007 21:23

 

Nguyên tác

Quando per dilettanze o ver per doglie,
che alcuna virtù nostra comprenda
l'anima bene ad essa si raccoglie,

par ch'a nulla potenza più intenda;
e questo è contra quello error che crede
ch'un'anima sovr'altra in noi s'accenda.

E però, quando s'ode cosa o vede
che tegna forte a sé l'anima volta,
vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede;

ch'altra potenza è quella che l'ascolta,
e altra è quella c'ha l'anima intera:
questa è quasi legata, e quella è sciolta.

Di ciò ebb'io esperienza vera,
udendo quello spirto e ammirando;
ché ben cinquanta gradi salito era

lo sole, e io non m'era accorto, quando
venimmo ove quell'anime ad una
gridaro a noi: «Qui è vostro dimando».

Maggiore aperta molte volte impruna
con una forcatella di sue spine
l'uom de la villa quando l'uva imbruna,

che non era la calla onde saline
lo duca mio, e io appresso, soli,
come da noi la schiera si partìne.

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova 'n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli;

dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume.

Noi salavam per entro 'l sasso rotto,
e d'ogne lato ne stringea lo stremo,
e piedi e man volea il suol di sotto.

Poi che noi fummo in su l'orlo suppremo
de l'alta ripa, a la scoperta piaggia,
«Maestro mio», diss'io, «che via faremo?».

Ed elli a me: «Nessun tuo passo caggia;
pur su al monte dietro a me acquista,
fin che n'appaia alcuna scorta saggia».

Lo sommo er'alto che vincea la vista,
e la costa superba più assai
che da mezzo quadrante a centro lista.

Io era lasso, quando cominciai:
«O dolce padre, volgiti, e rimira
com'io rimango sol, se non restai».

«Figliuol mio», disse, «infin quivi ti tira»,
additandomi un balzo poco in sùe
che da quel lato il poggio tutto gira.

Sì mi spronaron le parole sue,
ch'i' mi sforzai carpando appresso lui,
tanto che 'l cinghio sotto i piè mi fue.

A seder ci ponemmo ivi ambedui
vòlti a levante ond'eravam saliti,
che suole a riguardar giovare altrui.

Li occhi prima drizzai ai bassi liti;
poscia li alzai al sole, e ammirava
che da sinistra n'eravam feriti.

Ben s'avvide il poeta ch'io stava
stupido tutto al carro de la luce,
ove tra noi e Aquilone intrava.

Ond'elli a me: «Se Castore e Poluce
fossero in compagnia di quello specchio
che sù e giù del suo lume conduce,

tu vedresti il Zodiaco rubecchio
ancora a l'Orse più stretto rotare,
se non uscisse fuor del cammin vecchio.

Come ciò sia, se 'l vuoi poter pensare,
dentro raccolto, imagina Siòn
con questo monte in su la terra stare

sì, ch'amendue hanno un solo orizzòn
e diversi emisperi; onde la strada
che mal non seppe carreggiar Fetòn,

vedrai come a costui convien che vada
da l'un, quando a colui da l'altro fianco,
se lo 'ntelletto tuo ben chiaro bada».

«Certo, maestro mio,», diss'io, «unquanco
non vid'io chiaro sì com'io discerno
là dove mio ingegno parea manco,

che 'l mezzo cerchio del moto superno,
che si chiama Equatore in alcun'arte,
e che sempre riman tra 'l sole e 'l verno,

per la ragion che di' , quinci si parte
verso settentrion, quanto li Ebrei
vedevan lui verso la calda parte.

Ma se a te piace, volontier saprei
quanto avemo ad andar; ché 'l poggio sale
più che salir non posson li occhi miei».

Ed elli a me: «Questa montagna è tale,
che sempre al cominciar di sotto è grave;
e quant'om più va sù, e men fa male.

Però, quand'ella ti parrà soave
tanto, che sù andar ti fia leggero
com'a seconda giù andar per nave,

allor sarai al fin d'esto sentiero;
quivi di riposar l'affanno aspetta.
Più non rispondo, e questo so per vero».

E com'elli ebbe sua parola detta,
una voce di presso sonò: «Forse
che di sedere in pria avrai distretta!».

Al suon di lei ciascun di noi si torse,
e vedemmo a mancina un gran petrone,
del qual né io né ei prima s'accorse.

Là ci traemmo; e ivi eran persone
che si stavano a l'ombra dietro al sasso
come l'uom per negghienza a star si pone.

E un di lor, che mi sembiava lasso,
sedeva e abbracciava le ginocchia,
tenendo 'l viso giù tra esse basso.

«O dolce segnor mio», diss'io, «adocchia
colui che mostra sé più negligente
che se pigrizia fosse sua serocchia».

Allor si volse a noi e puose mente,
movendo 'l viso pur su per la coscia,
e disse: «Or va tu sù, che se' valente!».

Conobbi allor chi era, e quella angoscia
che m'avacciava un poco ancor la lena,
non m'impedì l'andare a lui; e poscia

ch'a lui fu' giunto, alzò la testa a pena,
dicendo: «Hai ben veduto come 'l sole
da l'omero sinistro il carro mena?».

Li atti suoi pigri e le corte parole
mosser le labbra mie un poco a riso;
poi cominciai: «Belacqua, a me non dole

di te omai; ma dimmi: perché assiso
quiritto se'? attendi tu iscorta,
o pur lo modo usato t'ha' ripriso?».

Ed elli: «O frate, andar in sù che porta?
ché non mi lascerebbe ire a' martìri
l'angel di Dio che siede in su la porta.

Prima convien che tanto il ciel m'aggiri
di fuor da essa, quanto fece in vita,
perch'io 'ndugiai al fine i buon sospiri,

se orazione in prima non m'aita
che surga sù di cuor che in grazia viva;
l'altra che val, che 'n ciel non è udita?».

E già il poeta innanzi mi saliva,
e dicea: «Vienne omai; vedi ch'è tocco
meridian dal sole e a la riva

cuopre la notte già col piè Morrocco».

Bản dịch của James Finn Cotter (bản dịch tiếng Anh)

When the stress of pleasure or of pain,
         Which any of our senses apprehends,
         So concentrates the soul on that one sense
 
         That it is heedless of its other powers —
5         And this refutes the error which asserts
         One soul above another kindles in us —
 
         Then, when anything is heard or seen
         Which keeps the soul steadily drawn to it,
         Time passes on and we are unaware,
 
10       Because the sense perceiving time is other
         Than the one controlling the whole soul:
         The second is bound while the first is free.
 
         I had a real experience of this truth,
         Listening to that spirit and marveling,
15       For the sun had climbed fifty full degrees
 
         Without my noticing it, when we arrived
         There at a place where those souls called to us
         In unison, "Here, this is what you seek!"
 
         Often a peasant shuts a wider opening
20       In his hedges with a little forkful
         Of thorns, when his grapes grow dark and ripe,
 
         Than was the gap through which my leader climbed
         With me behind him, the two of us alone,
         While that flock was departing from us there.
 
25       Walk up San Leo or trek down to Noli,
         Mount to the summit of Bismantova,
         Still on two feet — but here a man must fly:
 
         I mean, fly with the rapid wings and feathers
         Of mighty longing, on behind that guide
30       Who brought me hope and who became my light.
 
         Upward we scaled inside the fissured rockface
         With walls on each side squeezed in close on us
         And hands and feet both needed for the stone.
 
         After we had reached the topmost rim
35       Of the high cliff, out on an open slope,
         "My master," I asked, "what way do we now take?"
 
         And he told me: "Make none of your steps downward,
         But up the mountain keep climbing after me
         Until some knowing guide appear to us."
 
40       The summit was so high I could not see it
         And the slope was much steeper than a line
         Drawn from mid-quadrant to a circle’s center.
 
         I was worn-out, when I began to moan,
         "O tender father, turn about and look:
45       I shall be left alone if you won’t pause!"
 
         "My son," he answered, "drag yourself up here,"
         And pointed to a ledge not much higher up
         Which circles the whole mountain on that side.
 
         His words so spurred me onwards that I forced
50       Myself to clamber up there after him
         Until the ledge was underneath my feet.
 
         We now sat down together on that spot,
         Facing the east from which we just had climbed,
         Since to gaze back that way often gives comfort.
 
55       I first turned my eyes to the shore below,
         Then raised them to the sun, and wondered
         How its rays shone on us from the left side.
 
         Sharply the poet noticed my amazement
         At seeing there the chariot of light
60       Begin its course between us and the north.
 
         So he said to me, "Were Castor and Pollux
         To keep close company with that bright mirror
         Which leads its light up and down the sky,
 
         "Then you would see the glowing Zodiac
65       Revolving even nearer to the Bears,
         Unless the sun should stray from its old path.
 
         "If you would understand how this can be,
         Then inwardly reflect: imagine Zion
         With this mountain so placed on the earth
 
70       "That they both share the same horizon but
         Two different hemispheres, so that the road
         Which Phaethon failed to drive on properly,
 
         "As you shall see, must pass around this mountain
         On one side and pass Zion on the other,
75       If your mind clearly comprehends this point."
 
         "Surely, my master," I said, "never before
         Have I seen so clearly as I now discern
         How defective was my understanding:
 
         "The middle circle of the heavenly motion,
80       Which in astronomy is called the Equator
         And which lies ever between summer and winter,
 
         "Is just as far away toward the north,
         For the reason that you give, as the Hebrews
         Used to see it toward the warmer climates.
 
85       "But if it please you, I should like to know
         How far we have to travel, for the hillside
         Leaps up higher than my eyes can reach."
 
         And he told me, "This mountain is such that
         Always at the start the climb is the hardest,
90       But the higher that one mounts the less one tires.
 
         "Therefore, when it seems to you so gentle
         That walking up is just as easy for you
         As riding down a river in a boat,
 
         "Then you will be at the end of this path:
95       There you can hope to rest from your fatigue.
         I say no more, but this I know is true."
 
         And after he had finished with these words,
         I heard a voice nearby cry out, "Perhaps
         Before then you will need to sit and rest!"
 
100      At that sound both of us then turned around,
         And we saw at our left a massive boulder
         Which neither of us had observed before.
 
         There we drew near, and up here there were people
         Tarrying in the shade behind the rock,
105      Like men spread out to loaf in idleness.
 
         And one of them, who looked to me all wayworn,
         Sat with his arms clasped fast around his knees,
         Bending his head down low between his legs.
 
         "O my sweet lord," I said, "fix your eyes sharply
110      On that one there who shows himself more lazy
         Than if slothfulness were his own sister!"
 
         Then he turned toward us to give us attention,
         Hardly raising his face above his legs,
         And said, "Then you go up if you’re so able!"
 
115      I knew then who he was, and that weariness
         Which still had left me short of breath did not
         Hinder me from walking to him, and when
 
         I came to him, he scarcely raised his head
         To say, "Have you really seen how the sun
120     Draws his chariot over your left shoulder?"
 
         His drowsy gestures and short-winded speech
         Moved my lips a little to a smile;
         Then I began, "Belacqua, I do not grieve
 
         "For you now; but tell me: what makes you sit
125      Here in this spot? Do you await an escort?
         Or have you simply slipped back to old ways?"
 
         And he: "O brother, why bother going up?
         God’s angel who is sitting at the gate
         Would not permit me to pass to the torments.
 
130      "First the heavens must revolve around me,
         With me outside them, as often as in life,
         Because I put off repenting to the end —
 
         "Unless there first comes to my aid a prayer
         Which rises from a heart that lives in grace:
135      What use are others if unheard in heaven?"
 
         By now the poet was bounding up before me,
         Calling back, "Come on now! See how the sun
         Touches the meridian, and on the shore
 
         "Night already sets foot on Morocco."

In từ trang: https://www.thivien.net/ » Dante Alighieri » Khúc IV