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Khúc XIX
Purgatorio: Canto XIX

Tác giả: Dante Alighieri

Nước: Italia
Đăng bởi demmuadong vào 31/12/2006 22:06

 

Nguyên tác

Ne l'ora che non può 'l calor diurno
intepidar più 'l freddo de la luna,
vinto da terra, e talor da Saturno

- quando i geomanti lor Maggior Fortuna
veggiono in orïente, innanzi a l'alba,
surger per via che poco le sta bruna -,

mi venne in sogno una femmina balba,
ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,
con le man monche, e di colore scialba.

Io la mirava; e come 'l sol conforta
le fredde membra che la notte aggrava,
così lo sguardo mio le facea scorta

la lingua, e poscia tutta la drizzava
in poco d'ora, e lo smarrito volto,
com' amor vuol, così le colorava.

Poi ch'ell' avea 'l parlar così disciolto,
cominciava a cantar sì, che con pena
da lei avrei mio intento rivolto.

«Io son», cantava, «io son dolce serena,
che' marinari in mezzo mar dismago;
tanto son di piacere a sentir piena!

Io volsi Ulisse del suo cammin vago
al canto mio; e qual meco s'ausa,
rado sen parte; sì tutto l'appago!».

Ancor non era sua bocca richiusa,
quand' una donna apparve santa e presta
lunghesso me per far colei confusa.

«O Virgilio, Virgilio, chi è questa?»,
fieramente dicea; ed el venìa
con li occhi fitti pur in quella onesta.

L'altra prendea, e dinanzi l'apria
fendendo i drappi, e mostravami 'l ventre;
quel mi svegliò col puzzo che n'uscia.

Io mossi li occhi, e 'l buon maestro: «Almen tre
voci t'ho messe!», dicea, «Surgi e vieni;
troviam l'aperta per la qual tu entre».

Sù mi levai, e tutti eran già pieni
de l'alto dì i giron del sacro monte,
e andavam col sol novo a le reni.

Seguendo lui, portava la mia fronte
come colui  che l'ha di pensier carca,
che fa di sé un mezzo arco di ponte;

quand' io udi' «Venite; qui si varca»
parlare in modo soave e benigno,
qual non si sente in questa mortal marca.

Con l'ali aperte, che parean di cigno,
volseci in sù colui che sì parlonne
tra due pareti del duro macigno.

Mosse le penne poi e ventilonne,
'Qui lugent' affermando esser beati,
ch'avran di consolar l'anime donne.

«Che hai che pur inver' la terra guati?»,
la guida mia incominciò a dirmi,
poco amendue da l'angel sormontati.

E io: «Con tanta sospeccion fa irmi
novella visïon ch'a sé mi piega,
sì ch'io non posso dal pensar partirmi».

«Vedesti», disse, «quell'antica strega
che sola sovr' a noi omai si piagne;
vedesti come l'uom da lei si slega.

Bastiti, e batti a terra le calcagne;
li occhi rivolgi al logoro che gira
lo rege etterno con le rote magne».

Quale 'l falcon, che prima a' pié si mira,
indi si volge  al grido e si protende
per lo disio del pasto che là il tira,

tal mi fec' io; e tal, quanto si fende
la roccia per dar via a chi va suso,
n'andai infin dove 'l cerchiar si prende.

Com'io nel quinto giro fui dischiuso,
vidi gente per esso che piangea,
giacendo a terra tutta volta in giuso.

'Adhaesit pavimento anima mea'
sentia dir lor con sì alti sospiri,
che la parola a pena s'intendea.

«O eletti di Dio, li cui soffriri
e giustizia e speranza fa men duri,
drizzate noi verso li alti saliri».

«Se voi venite dal giacer sicuri,
e volete trovar la via più tosto,
le vostre destre sien sempre di fori».

Così pregò 'l poeta, e sì risposto
poco dinanzi a noi ne fu; per ch'io
nel parlare avvisai l'altro nascosto,

e volsi li occhi a li occhi al segnor mio:
ond' elli m'assentì con lieto cenno
ciò che chiedea la vista del disio.

Poi ch'io potei di me fare a mio senno,
trassimi sovra quella creatura
le cui parole pria notar mi fenno,

dicendo: «Spirto in cui pianger matura
quel sanza 'l quale a Dio tornar non pòssi,
sosta un poco per me tua maggior cura.

Chi fosti e perché vòlti avete i dossi
al sù, mi dì, e se vuo' ch'io t'impetri
cosa di là ond' io vivendo mossi».

Ed elli a me: «Perché i nostri diretri
rivolga il cielo a sé, saprai; ma prima
scias quod ego fui successor Petri.

Intra Sïestri e Chiaveri s'adima
una fiumana bella, e del suo nome
lo titol del mio sangue fa sua cima.

Un mese è poco più prova' io come
pesa il gran manto a chi dal fango il guarda,
che piuma sembran tutte l'altre some.

La mia conversïone, omè!, fu tarda;
ma, come fatto fui roman pastore,
così scopersi la vita bugiarda.

Vidi che lì non s'acquetava il core,
né più salir  potiesi in quella vita;
er che di questa in me s'accese amore.

Fino a quel punto misera e partita
da Dio anima fui, del tutto avara;
or, come vedi, qui ne son punita.

Quel ch'avarizia fa, qui si dichiara
in purgazion de l'anime converse;
e nulla pena il monte ha più amara.

Sì come l'occhio nostro non s'aderse
in alto, fisso a le cose terrene,
così giustizia qui a terra il merse.

Come avarizia spense a ciascun bene
lo nostro amore, onde operar perdési,
così giustizia qui stretti ne tene,

ne' piedi e ne le man legati e presi;
e quanto fia piacer del giusto Sire,
tanto staremo immobili e distesi».

Io m'era inginocchiato e volea dire;
ma com' io cominciai ed el s'accorse,
solo ascoltando, del mio reverire,

«Qual cagion», disse, «in giù così ti torse?».
E io a lui: «Per vostra dignitate
mia coscïenza dritto mi rimorse».

«Drizza le gambe, lèvati sù, frate!»,
rispuose; «non errar: conservo sono
teco e con li altri ad una podestate.

Se mai quel santo evangelico suono
che dice 'Neque nubent' intendesti,
ben puoi veder perch'io così ragiono.

Vattene omai: non vo' che più t'arresti;
ché la tua stanza mio pianger disagia,
col qual maturo ciò che tu dicesti.

Nepote ho io di là c'ha nome Alagia,
buona da sé, pur che la nostra casa
non faccia lei per essempro malvagia;

e questa sola di là m'è rimasa».

Bản dịch của James Finn Cotter (bản dịch tiếng Anh)

At the hour when the heat of day,
         Beaten by earth’s cold or, sometimes, Saturn’s,
         No longer can warm up the moonlit chill,
 
         When geomancers view Fortuna Major
5         Rising in the east before the dawn
         Along a path just briefly dark for it,
 
         There came to me in dream a stuttering woman
         With eyes crossed-up and crooked on her feet,
         With crippled hands and sickly pale complexion.
 
10       I gazed at her. And as the sun gives comfort
         To the cold limbs which night had left benumbed,
         So did my look make her tongue loosen up
 
         And in a short time set her fully straight
         And, as love wishes, brought the color back
15       Into her pallid features while I looked.
 
         When in this way she had her speech set free,
         She then began to sing so that it would
         Be hard for me to turn my eyes from her.
 
         "I am," she sang, "I am the charming Siren,
20       She who allures the sailors in midsea.
         So fully pleasing am I to hear sing!
 
         "I turned Ulysses from his longed-for journey
         To my songs, and he who dwells with me
         Seldom departs, I satisfy so well."
 
25       Her mouth had not yet shut when at my side
         A lady, saintly and alert, appeared,
         To thrust the Siren into sheer confusion.
 
         "O Virgil, Virgil, who is this?" she asked
         Resentfully, and he came forward then
30      With his eyes fixed on the high-minded one.
 
         She seized the other, stripped her bare in front,
         Ripping her clothing, and showed me her belly;
         The stench that sprang from it awakened me.
 
         I turned my eyes, and my good master said,
35       "Three times at least I’ve called you. Rise and come!
         Let’s find the opening where you may enter."
 
         I rose up. And already all the circles
         Around the holy mountain filled with daylight,
         And we walked with the new sun at our backs.
 
40       Following him, I held my brow bowed down
         Like one who feels it burdened with his thoughts,
         Who bends himself like the archway of a bridge,
 
         When I heard then: "Come, here’s the passageway,"
         Spoken in a tone so kind and gentle
45      As one does not hear in this mortal region.
 
         With outspread wings that seemed to be a swan’s,
         He who had so addressed us pointed us
         Upward between the two walls of hard rock.
 
         Then he moved his feathers and he fanned us
50       As he affirmed that "they who mourn" are blessed
         For they shall have their souls richly consoled.
 
         "What’s wrong, that you keep gazing on the ground?"
         My guide began to say to me, just when
         We had both climbed a bit above the angel.
 
55       And I: "A strange new vision makes me trudge on
         With such mistrust: it bends me inwardly
         So that I cannot stop from thinking of it."
 
         "You have beheld," he said, "that ancient witch
         For whom alone those now above us weep:
60       You saw how man sets himself free from her.
 
         "That is enough! now beat your heels on earth
         And turn your eyes up to the lure spun from
         The mighty spheres by the eternal King."
 
         Like a falcon that first stares at his feet,
65       Then turns up at the call and spreads his wings,
         Out of desire for food that draws him there,
 
         So I became, and so I went, as far
         As the cleft rock allowed one to climb through
         Up to the ledge where further circling starts.
 
70       When I stepped out into the fifth circle,
         I witnessed people on it who were weeping,
         Lying on the ground with faces downward.
 
         "My soul cleaves to the dust," this psalm I heard
         Them murmuring with sighs so deep and gasping
75       That scarcely could the words be understood.
 
         "O chosen souls of God, whose sufferings
         Justice and hope render less difficult,
         Direct us toward the stairs for mounting higher."
 
         "If you come here exempt from lying prostrate
80       And want to find the way most rapidly,
         Then keep your right side toward the outer edge."
 
         This did the poet ask, and this response
         Came from a short way on, so by the words
         I could make out which hidden face had spoken.
 
85       I turned my eyes then to my master’s eyes;
         At this, with gladdening sign he gave assent
         To what my look of longing sought from him.
           
         Then I was free to do just as I wished.
         I drew ahead to be above that person
90      Whose voice before had made me notice him,
 
         And said, "Spirit whose weeping ripens penance
         Without which there is no return to God,
         Put off a while your greater care, for my sake.
 
         "Tell me who you were, and why your backs
95       Are so turned up, and if you’d have me gain
         Something for you where I — alive — come from."
 
         And he told me, "Why heaven has turned our backs
         To heaven, shortly you shall know, but first
         Know that I was a successor of Saint Peter.
 
100      "Between Sestri and Chiavari tumbles
         A pleasant stream, and from its name derives
         The title that adorns our family crest.
 
         "In little more than one month’s time I learned
         How the great mantle weighs on him who guards it
105      From mire — all other burdens seem like feathers!
 
         "My conversion was — ah wretched! — tardy,
         But when I was appointed Roman shepherd,
         Then I found out the falsity of life.
 
         "I saw that there the heart would not have rest,
110     Nor could one mount up higher in that life,
         And so the love of this life kindled in me.
 
         "Up to that time I was a careworn soul,
         Cut off from God and full of avarice;
         Now, as you see, in this place I am punished.
 
115      "What avarice does is here made plain to see
         In purging turned-around — ‘converted’ — souls:
         The mountain has no harsher punishment.
 
         "As our eyes, riveted to earthly things,
         Never lifted themselves to look on high,
120      So justice here has sunk them to the ground.
 
         "As avarice quenched all our love for good
         And, in the end, left all our labor lost,
         So on this level justice holds us fast,
 
         "With feet and hands bound up and pinioned,
125     And for as long as our just Lord is pleased
         We shall lie here outstretched and motionless."
 
         I had kneeled down and wished to speak to him,
         But when I started and — just through my tone
         Of voice — he sensed that I would do him reverence,
 
130      He said, "What cause has bent you down like this?"
         And I told him, "Because of your high rank
         My conscience troubled me for standing straight."
 
         "Straighten your legs, my brother, on your feet!"
         He answered, "Make no mistake: with you and others
135      I am a fellow-servant of one Power.
 
         "If ever you have understood the word
         The Holy Gospel sounds in ‘They neither marry,’
         You can see clearly why I speak this way.
 
         "Now move along: I would not have you stay
140      Since your remaining here keeps me from weeping
         The tears to ripen penance which you spoke of.
 
         "On earth I have a niece who’s named Alagia;
         In herself she is good, so long as our house
         Does not, by bad example, make her bad,
 
145     "For she alone is left to me back there."

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